Viaggio tra le specialità dolci del Natale

Viaggio tra le specialità dolci del Natale

I dolci tradizionali del Natale vanno ben oltre pandoro e panettone e, se fatti in casa, consentono di risparmiare fino al 50% della spesa. E’ uno dei risultati del monitoraggio di Coldiretti sulle specialità regionali. Semplici e golose come i fichi a crocetta ricoperti al cioccolato o più elaborate come i torroncini, i dolci al cedro e al bergamotto, guardando, per esempio, alla Sicilia.
Le ricette abbondano dalla Campania, dove trionfano struffoli e roccocò, al Molise, con i calciuni a base di farina, vino, castagne lessate, rhum, cioccolato, miele, mandorle, cedro candito, cannella, fino alla Puglia dei porcedduzzi (frittelline piccolissime con miele o zucchero). Non mancano specialità nemmeno nelle isole, per esempio in Sicilia dove i buccellati di Enna (dolci tipici ripieni di fichi secchi) concorrono con le cassate, i cannoli, i mustazzoli a base di mandorle, cannella e chiodi di garofano e la cubbaita (torrone di miele con nocciole e mandorle o pistacchi. Al Nord, torna invece la gubana in Friuli (noci, mandorle, uvetta, miele, vino e rhum, avvolto in sfoglia), in Emilia c’é il Panone di Natale di Bologna (a base di farina, mostarda di mele cotogne, miele, cacao, cioccolata fondente e fichi secchi) e in Liguria il pandolce (impasto di farina, uvetta, zucca candita a pezzetti essenza di fiori d’arancio, pinoli, pistacchi, semi di finocchio, latte e marsala ).