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Al Festival di Venezia riconoscimento a Terra Ferma

Il riconoscimento speciale della Giuria al film “Terra Ferma”, del regista Emanuele Crialese – dedicato al tema dell’immigrazione – ha amplificato l’emozione suscitata nei cittadini di Lampedusa dalla proiezione in anteprima avvenuta alcuni giorni fa sulla maggiore delle Pelagie.
Crialese si è aggiudicato il premio speciale della Giuria della 68esima Mostra del Cinma è andato a “Terra ferma” di Crialese (già vincitore nel 2006 con “Nuovomondo” del Leone d’argento): un film sul tema degli sbarchi e dell’integrazione con una comunità di pescatori siciliani con Filippo Pucillo, Donatella Finocchiaro, Giuseppe Fiorello. Per gli abitanti di Lampedusa, e per l’intera Sicilia, questa vittoria rappresenta un’emozione. Tra i primi a inviare un messaggio al regista romano di origini siciliane è stato il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, che complimentandosi per il premio ha parlato di “giusto riconoscimento ad un’opera corale di alto significato sociale e di indiscussa professionalità”. Preoccupato per le ripercussioni negative che il fenomeno dell’immigrazione ha avuto sull’economia di Lampedusa negli ultimi mesi, poi, il sindaco dell’isola Bernardino De Rubeis si augura che il film possa rappresentare un’occasione di rilancio per l’immagine dell’isola, fortemente compromessa dalla forte ondata di sbarchi che fino a ieri ha portato dal Nordafrica più di 600 disperati. Il primo cittadino quindi auspica che possano essere riproposti con decisione soprattutto gli aspetti positivi di una terra che nonostante tutto non ha mai smarrito il suo fascino, e può contare sempre sul suo meraviglioso patrimonio naturale. L’emozione dei lampedusani, però, lascia spazio anche a qualche perplessità sui possibili effetti negativi derivanti dalla distribuzione del film. Da alcuni mesi, infatti, il malcontento dei cittadini di Lampedusa nei confronti dei mezzi di comunicazione ha subito un’impennata, e non sono pochi a ritenere che la stampa in particolare abbia trasmesso troppo spesso un immagine distorta dell’emergenza immigrati, attualizzando problemi superati ormai da tempo, e contribuendo a penalizzare il rilancio dell’attività turistica. Un film come Terraferma, che affronta l’argomento degli sbarchi di extracomunitari, dunque, rischia a loro avviso di riproporre ancora una volta esclusivamente sotto questa luce l’isola, legando ulteriormente a doppio filo a questa tematica l’immagine dell’arcipelago.