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Sotto l’albero di Natale, il film diventato libro

Centinaia di scatti, rigorosamante in bianco e nero, 148 pagine, il solito formato, quello che caratterizza le pubblicazioni fotografiche dell’ente, questo il terzo volume della serie, il film di Italo Zeus diventa la strenna natalizia che il Comune brolese fa ai suoi residenti. Ed il film assume così, ancor più una rilevanza storica e sociale.
Per certi versi era già scritto che questo sarebbe stato l’epilogo di una “storia” iniziata il primo maggio scorso, con la riabilitazione dei condannati dei moti.
Un recupero della memoria storica del paese, poi diventato film, con la storia di Angela Barà, ben diretta da Italo Zeus, con l’intero paese coinvolto nelle riprese, ed ora diventa un documento importante da conservare e custodire, perché parla di Brolo, della sua Gente, della sua Storia.
Il libro, le foto sono di Massimo Scaffidi, Giusy Piccolo, Peppe La Rosa e Melisssa Scolaro, in edizione limitata, è diviso in capitoli, con foto di ambienti, dei luoghi, che ritraggono quello che c’era dietro i set, con i volti di chi ha lavorato e recitato, con gli sguardi dei bambini, tutti bellissimi, ma anche con i testi della sceneggiatura, degli atti giuridici , ed anche dei “titoli di coda”.

Sulla pubblicazione di questo libro, Salvo Messina, il sindaco, ha scritto:
“Sicuramente non è un caso se pubblichiamo questo libro, il terzo della serie fotografica edito dall’amministrazione comunale. Brolo, città meravigliosa che in questi anni ha saputo guardare avanti, si sofferma anche sul passato, prima con le foto dell’Archivio Storico Pidonti, che ci ha fatto ricordare come era il paese con i suoi volti e le sue strade, ora con questo libro, realizzato con gli “scatti” di molti giovani, che vuole sottolineare come la storia non deve dimenticarsi. Un libro che non è solo un omaggio ad un film, ma anche a quella Brolo, fatta di gente umile, di lavoro duro, di situazioni estreme che ha avuto il coraggio di alzare la testa. Un libro dunque che vuole ricordare i moti del millenovecentoventuno, e dei suoi protagonisti che quest’Amministrazione ha voluto riconsegnare alla storia, dandone dignità, memoria, e consegnandoli, quale esempio, alle più giovani generazioni del paese. E’ un libro fatto di istantanee, alcune volutamente sfocate, che colgono sguardi, gruppi, location, ma soprattutto il profilo di un paese che, gioiosamente, ha contribuito a realizzare un film popolare e popolano, contenitore di contenuti sociali ed umani, di storia e di vite spezzate. E’ un libro da sfogliare e conservare perché rappresenta un momento di crescita di un paese che si riappropria della sua storia e aggiunge un tassello, importante, alla sua identità. E’ un libro che ci è sembrato bello poter realizzare…. e con il quale dico grazie a tutti Voi, che siete i protagonisti di questa Brolo che, fuori dal set e dal mondo virtuale dei nostri giorni, vive, cresce e diventa esempio di un modello di socialità esportabile.”