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Inizia la celebrazione di San Pancrazio a Taormina

Il 29 giugno con la festa di san Pietro e Paolo inizia a Taormina la celebrazione della festa del patrono San Pancrazio. Questa radizione centenaria celebra S.Pancrazio, primo vescovo inviato a Taormina, proprio da San Pietro, per convertire i pagani siciliani a convertirsi al cristianesimo.
Le celebrazioni prevedono, oltre che una serie di riti religiosi, la “trasferta” della statua di Pietro, che si trova nella chiesetta di via Pirandello, sino a quella dove sono custodite le reliquie e la statua di San Pancrazio. Con questo rito i taorminesi, di fatto, credono di far incontrare, quasi fisicamente, i due santi. Una manifestazione di fede tutta taorminese che, nell’antichità, vedeva impegnate anche le rappresentanze delle due più rappresentative categorie della vecchia città, vale a dire quella dei pescatori ed i marinai, devoti di Pietro, pescatore di anime, e degli agricoltori, devoti di Pancrazio.
Lunedì 29 alle 19:00 c’è la solenne processione dei due simulacri per il Corso. Di particolare suggestione la sosta che prevista in piazza IX Aprile: la statua di San Pietro, mentre quella di Pancrazio resterà ad attendere in strada, sarà portata nella balconata del Belvedere ed esposta al mare quasi a voler invitare il santo a benedire lo Ionio che Pancrazio che, inviato da Pietro, attraversò per arrivare a Taormina. Le due statue, poi, saranno portate sino alla Basilica Cattedrale dove resteranno sino al 9 luglio, giorno ufficiale della festa di San Pancrazio, patrono di Taormina. Una data, questa, che per la città è diventata un vero e proprio simbolo, un passo importante della sua storia. Il 9 luglio del 1943, infatti, proprio mentre i taorminesi si apprestavano a onorare il loro patrono, la città fu bersaglio di un violento bombardamento da parte degli aerei anglo-americani. Le bombe rasero al suolo gran parte della zona sud della città, quella che si trova a ridosso dell’hotel San Domenico dove gli alleati credevano si trovasse riunito il comando delle truppe impegnate in Africa dell’esercito nazista. Da allora ad oggi, quindi, il 9 luglio i taorminesi ricordano il loro santo ma anche le oltre 120 vittime del bombardamento. A conclusione delle celebrazioni religiose i fedeli, la sera, porteranno, in processione, i due simulacri in via Pirandello per far “tornare a casa” la statua di San Pietro. Solo dopo la statua di Pancrazio sarà riportata nelle sua chiesa, che si trova in fondo al viale che si apre a Porta Messina, a nord di Taormina.
La Leggenda del patrono di Taormina narra che nell’anno 40, nel tempo in cui era imperatore Caligola, Pancrazio fu mandato da Pietro in Sicilia come vescovo di Taormina. Qui riuscì a convertire tanti pagani, tra cui lo stesso prefetto. Racconta la storia cittadina, frammista alla leggenda, che il vescovo si procurò, a causa della sua attività apostolica, tanti nemici che si allearono tra di loro con l’intento di sopprimerlo, tesero a Pancrazio un agguato in casa sua dove che gli costò la vita.