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Perturbazione – Musica X (Radio Date: 24-06-2014)

L’album della consacrazione per il sestetto piemontese: dopo la pubblicazione a metà 2013 come allegato di XL de La Repubblica, esce infatti ora per la prima volta nelle catene e nei negozi e di dischi. Ma in una versione ampliata, subito dopo la partecipazione dei Perturbazione al Festival di Sanremo 2014. Contenente cioè anche le due canzoni presentate sul palco del Teatro Ariston: L’unica e L’Italia vista dal bar.

La maggior parte delle persone confonde due sostantivi. Complicazione e complessità. Si tratta in realtà di due parole differenti. Una – la complicazione – indica un lavoro articolato, ma spesso senza la necessità di farsi capire. L’altra – la complessità – riguarda la ricchezza di elementi sintetizzati in un’opera. L’evoluzione di quanto già teorizzato da Italo Calvino quando parlava di leggerezza pensosa.

Si può applicare la teoria della complessità alla musica pop? Sì, perché i più grandi album della storia sono dischi densi di elementi combinati tra di loro che, per una sorta di sospensione magica, arrivano diretti a comunicare quel che devono. Sgt Peppers’ dei Beatles, Thriller di Michael Jackson, Dare! degli Human League, Anima latina di Battisti, Wolfgang Amadeus Phoenix dei Phoenix, Homogenic di Bjork, Homework dei Daft Punk e via dicendo: tutti grandi dischi pop. Che hanno fatto dell’incrocio tra il momento storico, la ricchezza linguistica e la semplicità d’assimilazione il loro punto di forza.
Si può fare musica in tanti modi. C’è chi ama Moby per il suo stile musicale. E chi gli rimprovera di fare un po’ sempre le stesse cose. E ci sono invece quelli come David Bowie che hanno costruito una carriera basata su un appetito artistico insaziabile.

Dovendo scegliere, Musica X appartiene a quest’ultima famiglia.

Del resto le vecchie categorie sociali sono saltate: il lavoro non fornisce più identità. La politica nemmeno. La religione figurarsi. L’età neanche a parlarne, siamo sempre tutti giovani. La geografia non indica più una posizione, una direzione, un senso. Da qui parte il brano che apre il disco, Chiticapisce, un ritratto ironico quanto potente dello spaesamento odierno che riguarda tutti.
Di fronte a questa presa di coscienza rimane la passione.
La passione del fare musica, facendo però saltare griglie interpretative ormai superate.

Reduci da una serie di album a inizio millennio che hanno contribuito a ridefinire il concetto di musica italiana (l’acclamato In circolo, e poi Canzoni allo specchio e Pianissimo fortissimo), i Perturbazione hanno cominciato a reinventare se stessi già con il doppio album Del nostro tempo rubato (2010). La band si è così ritrovata in studio di fronte a se stessa e a questo scenario: comporre musica senza indugiare sul passato e sulle sue formule. Col desiderio di non farsi rinchiudere in quella parrocchia musicale dove ci si parla e ci si ascolta solo tra convertiti. Un passo oltre: la creazione di una Musica che fosse indeterminata, X appunto.

X come impossibile da restringere in una formula.
X come gli anni che stiamo vivendo.
X che sta al posto di per. La musica, fondamentale per la nostra quotidianità. La colonna sonora, il sale e il sangue delle nostre esperienze.

Per fare ciò hanno deciso di farsi aiutare da Max Casacci, fondatore dei Subsonica e produttore artistico di Musica X.
In tema di produttori, va ricordato che il celebre guru inglese Trevor Horn ha definito la musica pop come la forma sonora più rivoluzionaria in circolazione. Sinonimo di evoluzione: perché fa da sfondo e riflette il tempo che abitiamo, e come esso deve procedere. Musica X nasce in questo modo. Con la voglia di sperimentare più che mai con la programmazione elettronica, il ritmo e la melodia. E unendo a ciò la solidità di scrittura che ha reso i Perturbazione uno dei principali gruppi italiani dell’attualità musicale.
Il filo conduttore dell’album a livello narrativo è perlopiù basato sulla manutenzione e sullo scoppio della vita di coppia. In più: uno sguardo e una presa di coscienza del sesso come forma di comunicazione. Spietata, carnale, inevitabile, profonda.
Si tratta di temi trattati con efficacia neorealista e ironia in brani come L’unica, Diversi dal resto e La vita davanti. E che non a caso giunge alla sua sintesi nel brano di chiusura, Legàmi. In mezzo ci sono riflessioni sull’età adulta e quella adultera come Mia figlia infinita e Monogamia.

Musica X è l’album più coeso dei Perturbazione: 12 canzoni in poco più di 40 minuti, quasi una reazione al precedente Del nostro tempo rubato. L’eterogeneità della scrittura e della divagazione continua tra generi è confermata anche dagli ospiti presenti: I Cani (nella corrosiva Questa è Sparta), la cantautrice Erica Mou (voce femminile di Ossexione) e infine Luca Carboni che duetta con Tommaso Cerasuolo ne I baci vietati.
Mondi apparentemente lontanissimi, ma che con proprietà di linguaggio dialogano fra di loro: da sempre la missione artistica dei Perturbazione. E di Musica X. Un album unico nel panorama italiano attuale, dove convergono stili, mobilità, diversità, coraggio, ambizione. In una parola: complessità.
Semplicemente.

Un disco destinato a lasciare un segno nell’evoluzione della musica e della cultura pop nazionale.

www.perturbazione.com