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Brother Strut – Vinyl Is My Bible (feat. Mike Davies) (Radio Date: 18-04-2014)

Brother Strut, definirli una band Funk-Soul è riduttivo perché stiamo parlando di 6 musicisti professioni dal talento riconosciuto e noto che si sono riuniti e hanno scelto di suonare, giocare, palleggiare, divertirsi con le note musicali.

Tutto nasce da Stevie Jones che dopo anni passati ad arrangiare canzoni pop per soddisfare il mercato delle case discografiche interessate solo a successi tout court penalizzando la credibilità e la visione a lungo termine, ha deciso di immergersi in un progetto PRESTIGIOSO E SCHIETTO, guidato esclusivamente dal suo amore per il Funk, il Blues e la Soul Music soprattutto americana degli anni ’60 e ’70, non lesinando di sottolineare che fosse un antidoto per la musica di X-Factor. Lui detestava il principio di essere famosi per qualsiasi cosa, a prescindere, solo per il fatto di essere sul mercato e sapeva che voleva fare musica pura con musicisti maestri e intimi conoscitori del suono delle note. Con questi concetti in testa, Stevie Jones ha cercato i migliori musicisti Funk del mondo per realizzare l’album. Ci è notevolmente riuscito reclutando Steve Pearce (basso), Frankie Tontoh (batteria), Otha Smith (chitarra elettrica), Melvin Duffy (pedali e chitarra elettrica) e Andrew Murray (piano).

Non solo ognuno di loro ha suonato molti brani e album di successo, ma ha addirittura lavorato per qualche nome che farĂ  sobbalzare dalla sedia. Stiamo parlando di artisti del calibro di Van Morrison, Stevie Wonder, Herbie Hancock, Madonna, Elton John, Sting, George Michael, Robbie Williams, Level 42, Amy Winehouse, George Michael, The Temptations, Phil Collins, The Supremes, Ramsey Lewis, Tina Turner, UB40, KT Tunstall, Joe Cocker, Christina Aguilera, Alicia Keys, Leona Lewis. Insomma, questi musicisti, messi insieme, tra singoli ed album hanno venduto letteralmente oltre mezzo miliardo di copie a livello mondiale.

Stevie Jones li ha riuniti per giocare una partita senza le regole imposte dal mercato delle grandi case discografiche e delle Hit Radio, perché Jones è ben consapevole che nel 2013 le persone scoprono la nuova musica con i proprio occhi e le proprie orecchie.

Ecco che ai 6 musicisti, felici come dei ragazzacci per essersi trovati insieme a suonare, interessa solo LA MUSICA. A sentire l’intero album, si capisce che scompare totalmente il concetto di EGO e compare un senso del tutto, un amore per la musica che fa giocare la squadra l’uno con l’altro, ammirandosi a vicenda, facendo diventare quel sax, quel basso, quella batteria, quel piano e quelle chitarre elettriche un unico strumento con il quale fanno le ore piccole in studio, a creare. Ogni loro jam session improvvisata diventa un video e su youtube compaiono così come sono, quasi in presa diretta. Sembrano giocare ad un gioco che abbia uno scopo preciso: trovare un groove, che sia sempre diverso, mai scontato o monotono, un groove che faccia sentire che amano quello che fanno e che si divertono a farlo. Siamo di fronte ad una fusione di Funk, Soul e Jazz con un gusto moderno e un retrogusto Old American Style. Nasce così BROTHER STRUT e soprattutto suona così come descritto l’album d’esordio “FIRST STRUT IS THE DEEPEST”.

L’idea di Stevie Jones era che la vera protagonista fosse la musica e non la voce del gruppo, ed ecco così la scelta di modificare i cantanti da un brano all’altro. Il risultato è che FIRST STRUT IS THE DEEPEST contiene cinque voci talentuose: Megan Henwood (vincitrice del BBC award e co-autrice dell’album); Ben Lee (vocalist di Joe Brown); Mike Davies (cantante per Eliza Doolittle e Jessie J) e infine John James Newman e Sam Tanner, due delle voci soul più interessanti.