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Giubbonsky – La Nostra Terra (Radio Date: 31-03-2014)

“La nostra terra” è il nuovo singolo del cantautore milanese GIUBBONSKY.
Lunedì 24 marzo dal vivo allo Zelig di Milano con Roberto Vecchioni, Fabio Concato, Frankie Hi-Energy e molti altri.

Il cantautore milanese Giubbonsky, recentemente uscito con il suo secondo album “Testa di nicchia” (Vrec) parteciperà lunedì 24 Marzo allo speciale evento “Ci vuole orecchio -Canzone d’autore allo Zelig di Milano” in compagnia di Roberto Vecchioni, Fabio Concato, Frankie HI-Energy, Mauro Ermanno Giovanardi e molti altri cantautori della scena milanese presentati da Gioele Dix. Inizio ore 21. Lo Zelig è in viale Monza 140 a Milano.

Giubbonsky canterĂ  “Cicliade”, brano che narra l’odissea di un ciclista nella metropoli, presente dallo scorso dicembre nella Indie Music Like – classifica dei brani segnalati dalle radio Fm e Web, siti e blog attenti al circuito della musica indipendente. Dalla settimana successiva andrĂ  in rotazione sul circuito Oramusica il terzo singolo estratto dal suo provocante album “Testa di nicchia” intitolato “La nostra Terra”, uno dei brani piĂą fruibili dell’artista, un’accorato incitamento a trattare bene la nostra amata Terra su cui viviamo: “essa non ci è stata donata dai nostri padri, ma ci è stata prestata dai nostri figli” (Proverbio Masai).

Giubbonsky è un atipico esploratore musicale in costante evoluzione che con la sua musica attraversa diversi generi: dal rock al punk fino al teatro canzone. Il tutto condito con una ironia tipica di Enzo Jannacci e Giorgio Gaber, artisti fonte continua di ispirazione nella sua carriera.

“Testa di nicchia” è il secondo album del cantautore ed offre uno spaccato di storie del nostro tempo. Una sapiente mistura di rabbia, ribellione e varia umanità, raccontati attraverso il filtro dell’ironia, ora comica, ora sferzante, ora poetica: dall’omaggio a Ivan Della Mea di “Povero Gatto” (libera interpretazione de “El me gatt”) alla degregoriana “Verde”, dall’accusa dell’eternit a Casale Monferrato (“Pattume”) all’odissea dell’andare in bicicletta nel centro di Milano (“Cicliade”).