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Massimo Priviero: In nome del rock d’autore da domani in radio “Alzati”

“Alzati” è nuovo singolo estratto dall’album di inediti “Ali Di Libertà” (in uscita il 24 settembre)

Da domani, venerdì 6 settembre, sarà in rotazione radiofonica “Alzati”, il nuovo singolo di MASSIMO PRIVIERO, estratto dall’album di inediti “Ali di libertà” (in uscita il 24 settembre).

Il rocker, che dopo sei anni torna con un nuovo progetto discografico, presenterà l’album in anteprima live il 27 ottobre al Blue Note di Milano, sua città d’adozione.

«In qualche modo, spesso cerco forza da far arrivare a chi mi ascolta. Forza di voce sola o di grande orchestra. Allo stesso tempo, questa ha un senso solo nel momento in cui è condivisa – racconta il “solitario menestrello di strada” – È la ragione per cui questa canzone, per quanto sia d’impatto il riff di chitarre o per quanto ne sia teso il canto, prende il suo senso nel momento in cui la mia voce si scambia e si fonde con quella di chi “la usa” con me. Non è tanto rabbia, o denuncia, o sconforto, o questo senso da “fine di un mondo malato” che ci portiamo dietro. Quanto, ripeto, l’idea di condivisione. E solo in questa idea, c’è proprio la forza per ripartire».

L’amore per il rock d’autore, il folk, il blues, quello giovanile per Dylan, Young e Springsteen, unito a quello per la letteratura e la storia, hanno accompagnato Priviero fin dalle sue prime canzoni in cerca di quella fusione tra rock d’autore e poesia che trova piena conferma anche in questa sua ultima produzione, in felice equilibrio tra forza esistenziale, scrittura e grande emotività vocale.

Nato all’inizio degli anni ‘60 sul litorale veneziano, Massimo Priviero vive e cresce a Jesolo. La prima parte della sua vita si divide tra vagabondaggi europei da menestrello di strada, studi universitari e musicali (è per esempio laureato in Filosofia Politica) e lavori di varia natura. Trasferitosi a Milano dopo aver firmato per Warner Music, alla fine del 1988 pubblica con successo “San Valentino”. Nel 1990 esce “Nessuna resa mai”, un album magico la cui titletrack diventa una sorta di manifesto esistenziale. Pubblicato con successo anche in numerosi paesi europei, si avvale della prestigiosa produzione di “Little” Steven Van Zandt, leggendario chitarrista e coproduttore dei grandi album di Springsteen. Priviero, impegnato in questi anni anche sul fronte “sociale”, è per esempio l’artista italiano testimonial di “Sos Racisme”. Nel 1992 pubblica “Rock in Italia”, a cui fanno seguito nel ’94 e nel ’98 rispettivamente “Non mollare” e “Priviero”. Il viaggio prosegue in grande equilibrio tra le due anime dell’artista, quella più “rock d’autore” e quella più da “storyteller”. Nel 2000 esce “Poetika”, nel 2003 “Testimone” e nel 2006 “Dolce Resistenza”, album di grandi riscontri e di elevata forza artistica, poetica e vocale che si traduce in tour e concerti di grande impatto emozionale e che in qualche modo fa da spartiacque alla sua carriera. Un lavoro particolare sarà poi “Rock and Poems”, 2007, dove l’artista ribalta a suo modo grandi classici dei ’60 -’70: da Dylan a Waits, a Fogerty e tanti altri. Nel 2009 esce l’antologia reincisa “Sulla strada”, pubblicata anche in Germania e in Austria. Nella primavera del 2010, esce il tanto atteso primo live ufficiale con DVD allegato intitolato “Rolling live”. L’album, oltre ad entrare nelle top delle classifiche ufficiali di vendita, è contemporaneo all’uscita di un libro/biografia scritto dal giornalista Matteo Strukul, che avrà successive ristampe. Il titolo, neanche a dirlo, “Nessuna Resa Mai. La strada, il rock e la poesia di Massimo Priviero”. In seguito, Massimo ha messo in scena e portato in tour gli spettacoli teatrali di musica e teatro civile “Dall’Adige al Don. Viaggio nella memoria”, insieme allo scrittore Roberto Curatolo e, successivamente, insieme al giornalista-scrittore Daniele Biacchessi e ai Gang, le “Storie dell’Altra Italia”. I riconoscimenti di critica e di pubblico gli hanno fatto conseguire in carriera svariati premi (come il “Lunezia” e l'”Enriquez”), nonostante l’artista si sia sempre tenuto lontano dall’inseguirli. Nel 2012 esce “Folkrock”, realizzato insieme al violinista Michele Gazich, un viaggio acustico che rilegge, rivisita e reinventa canzoni immortali del secondo novecento.

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