Musica > Il Cile – Siamo morti a vent’anni (Radio Date: 07-09-2012)

Il Cile – Siamo morti a vent’anni (Radio Date: 07-09-2012)

L’album d’esordio subito in vetta alla chart italiana di iTunes

Da venerdì 7 settembre in radio il nuovo e omonimo singolo “Siamo Morti a Vent’anni”

Dopo poche ore dalla pubblicazione, in formato fisico e digitale, “Siamo Morti a Vent’anni, l’album d’esordio di Lorenzo Cilembrini, in arte IL CILE, ha raggiunto la vetta della classifica album di iTunes, confermando le attese e le aspettative che hanno preceduto l’uscita!

Lorenzo si è imposto e distinto con decisione nella scena musicale italiana con il suo primo singolo, “Cemento Armato”.

Il brano ha anticipato l’album, raccogliendo consensi non solo dalle radio, dalla stampa e dagli addetti ai lavori, ma anche dalla gente, che su internet ha commentato e apprezzato positivamente il testo, dalle parole aspre e dolci al tempo stesso.

Il Cile oggi è il golden boy della nuova leva cantautorale. L’album “Siamo morti a vent’anni” contiene 9 tracce inedite e arriva ora al pubblico, dopo un lungo lavoro pieno di passione e molta gavetta, merito anche di Fabrizio Barbacci, produttore di lungo corso che ha saputo lasciar libero il talento di Lorenzo. La voce de IL CILE è quella di un trentenne che, come tutti i trentenni di oggi, prova a “togliersi gli avvoltoi dalle spalle” (da “La Lametta”) per iniziare davvero un nuovo capitolo. Migliore di quelli prima.

“Siamo morti a vent’anni” è anche il titolo del nuovo singolo:

“è il brano che dĂ  il titolo all’album e forse quello in cui mi sono denudato maggiormente a livello emotivo,umano ed artistico. Questa canzone è un affresco emozionale di qualcosa che si è perso nel passato della nostra anima, dei nostri sogni, dei nostri desideri. C’è un punto di non ritorno nell’esistenza di qualunque individuo: il passaggio da adolescenza ad etĂ  adulta, quel salto nel cerchio infuocato che brucia alle proprie spalle gli amori persi, le illusioni, gli eccessi che lasciano cicatrici e si rinasce dalle proprie ceneri forse piĂą forti di prima”