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Niccolò Bossini – Paul (Radio Date: 03/09/2012)

Quel rockettaro di Niccolò Bossini, chitarrista di Luciano Ligabue, da sempre sui palchi di mezzo mondo sia con il rocker di Correggio che con i Raw Power e The Teachers, infischiandosene dei consigli dei discografici che gli dicevano “Scegli il pop! Scegli Il gigantesco boh!”, o di produttori darkettoni che gli dicevano “Io non sono qui e’ una bomba, e’ il singolo!”, ha invece scelto come secondo singolo dell’album QBNB Paul , la canzone piu’ sbagliata, col testo sbagliato, una canzone di rock fiammeggiante registrata live, sporca, polverosa e incazzata.

Dopo il più introspettivo Il mio nome (il cui video è stato presentato in anteprima esclusiva sul sito di Rolling Stone http://www.rollingstonemagazine.it/musica/notizie/esclusiva-video-niccolo-bossini-lincantatore/52655 ), il 3 settembre Niccolò presenterà alle radio italiane questo brano in cui molti potranno riconoscersi, o riconoscere quella parte di loro che, tenuta a bada in settimana, si libera ed “esplode” il venerdì sera in una voglia irrefrenabile di sbagliare.

Sommerso dai tweet e dai messaggi dal fanclub in cui ricorrevano frasi come “Oggi mi sento Paul”,”Io sono Paul” ecco Niccolò Bossini come ci presenta questo personaggio:

“Svegliatevi mamme! Vostro figlio, al venerdì sera, potrebbe essere davvero come Paul. Vostro figlio, spesso… è Paul! Durante la settimana lavora, o cerca un lavoro. Gioie (poche) e delusioni (molte), tutto viene tenuto sotto controllo, accantonato, domato in vista di un weekend di ordinario delirio in cui l’anima viene fuori con un impeto devastante! Per poi finire… regolarmente li, dentro ad una turca. Quando va bene… Ma i vostri Paul, alla fine, sono buoni. E si meriterebbero qualcosa in più. Ad esempio che qualcuno ogni tanto chiedesse loro un semplice “come va?” … ”

Il brano è accompagnato da un videoclip, che sarà presentato a giorni, in cui Niccolò ha voluto lanciare il discorso oltre l’ironia e la facilità suggerite da un brano cosí genuinamente rock: Paul è un outsider, uno che si fa presto a giudicare “spostato”. Eppure quel personaggio additato o evitato da tutti, perbenisti o meno, tolleranti o no, e’ sempre sè stesso, senza maschere nè convenevoli e forse proprio per questo scava nelle nostre certezze e ci fa vacillare: la sua magia (o la sua condanna) e’ la stessa che fa scricchiolare i nostri schemi intoccabili quando ci troviamo di fronte a un essere veramente libero come un bambino libero di sbagliare.