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Ke$ha – Blow (Radio Date: 11 Febbraio 2011)

Ecco il nuovo singolo di Ke$ha “Blow”, il seconndo estratto dal nuovo EP “Cannibal”. Si tratta di un ritorno attesissimo a seguito del grande risultato ottenuto in tutte le download charts mondiali con “We Are Who We Are”.

L’EP CANNIBAL contiene otto nuovi brani prodotti da Max Martin, Benny Blanco e Bangladesh, più un nuovo remix ed ha raggiunto la quindicesima posizione della classifica statunitense.
In Europa questo progetto è stato pubblicato nella versione Animal + Canniball ed ha riscosso un grande successo al di sopra di qualsiasi aspettativa.

Qualcosa da sapere su Ke$ha:
Se c’è una cosa che Kesha sa fare è raccontare storie. Qui ce n’è una carina: Due anni fa l’aspirante cantautrice pop decise di farsi produrre il primo album da Prince. Così trovò il suo indirizzo e andò alla sua villa a Beverly Hills, dove pagò cinque dollari al giardiniere perché la lasciasse infilarsi sotto la sbarra d’ingresso. Poi percorse il viale d’accesso (ricoperto di velluto color porpora), penetrò nell’edificio attraverso una porta laterale non chiusa a chiave, salì con l’ascensore a specchi fino al terzo piano dove il Purple One in persona stava improvvisando con il suo gruppo. “Fu un po’ imbarazzante,” ricorda, “ma chi ci bada, giusto? Quindi mi sedetti su uno dei troni purpurei nella stanza finché lui non mi notò, il che alla fine successe. ‘Come diavolo sei entrata qui?’, aveva l’aria di chiedermi,” continua a raccontare ridendo. “A quel punto il servizio di sicurezza mi buttò fuori, ma non prima che gli lasciassi il mio CD demo avvolto in un gigantesco fiocco color porpora.”
Kesha non fu mai contattata da Prince, ma l’episodio la dice lunga sull’esplosiva personalità e determinazione di questa ventiduenne nuova arrivata. “Ho sempre saputo di voler fare la cantante,” spiega. “Esiste un video di quando avevo cinque anni nel quale, nuda e con il corpo dipinto, dicevo, ‘ho intenzione di diventare una rock star e nessuno riuscirà a fermarmi!’ Questa è la mia vocazione. Se non la perseguo, mi sentirò come un burattino a cinquant’anni.”
Per fortuna Kesha non dovrà scoprire cosa sia il rimpianto. Attualmente è impegnata a scrivere e registrare il suo album di debutto con il produttore esecutivo Dr. Luke, che ha già firmato strepitosi successi per Britney Spears, Katy Perry, Kelly Clarkson, Avril Lavigne, e Flo Rida. Dopo essersi innamorato della sua simpatica esibizione vocale, per metà canto e per metà rap, incisa in un demo rudimentale, Luke portò Kesha alla RCA Records, che la mise sotto contratto nel febbraio del 2009. L’album – che presenterà anche le collaborazioni della giovane con il veterano artefice di successi Max Martin (Pink, Kelly Clarkson, Britney Spears) e con l’apprezzato autore/produttore Benny Blanco (Katy Perry, 3OH!3, Spank Rock) — sta prendendo forma per diventare una tagliente raccolta di efficaci brani elettropop, resi ancora più irresistibili dalla loro potente energia punk e dai testi irriverenti di Kesha nonché dal suo modo di porsi. “Voglio che la mia musica sia divertente, sfrontata, turbolenta, strana, spiritosa e interessante,” dice, “ma con un contenuto dietro. Sono una persona sensibile sotto sotto. Voglio che la gente la ascolti e ne possa parlare.”

Non sorprende che le canzoni mettano in luce il talento di Kesha per la narrazione, sebbene la sua scelta dei temi non sia propriamente convenzionale. Un pezzo parla di quando Kesha vomitò in un ripostiglio durante una festa a casa di Paris Hilton (“Party at a Rich Dude’s House”), un altro di quando “una stupida prostituta mi si parò davanti come se fosse una mia amica ma poi di nascosto cercò di farmi cadere” (“Backstabber”), e un altro di quando scoprì che il suo ragazzo la tradiva con una famosa stellina pop che deve rimanere senza nome (“Kiss & Tell”). Per non parlare di quello che scrisse quando, dopo aver incontrato un ragazzo in un locale, cominciò a vedere l’universo come una ciclica catena di eventi collegati (“Chain Reaction”, che è apparso anche in The Hills di MTV).
Kesha deve il suo amore per le canzoni imperniate su una storia al fatto di aver trascorso gli anni formativi vivendo con cantautori veterani a Nashville. La madre Pebe, ex cantante punk-rock, scrive canzoni nella capitale della musica country dai tardi anni settanta quando un brano di cui era coautrice, “Old Flames Can’t Hold A Candle To You”, diventò un successo per Joe Sun nel 1978 e uno ancora più grande per Dolly Parton nel 1980. All’epoca della nascita di Kesha nel 1987 (venuta al mondo durante una festa nella San Fernando Valley di Los Angeles), tuttavia, Pebe stava attraversando un brutto momento, in lotta per mantenere Kesha e il fratello maggiore con la propria musica. “Dipendevamo dall’assistenza sociale e dai buoni governativi per i viveri,” racconta Kesha. “Uno dei miei primi ricordi è mia madre che mi dice, ‘Se vuoi qualcosa, prenditela’.”
Nel 1991 Pebe rientrò con la famiglia a Nashville, dove era riuscita a procurarsi un nuovo contratto editoriale. La piccola Kesha ebbe così l’opportunità di vedere dall’interno un gran numero di studi di registrazione. “Pensavo che tutti crescessero in uno studio di registrazione,” dice. Frequentò poi una scuola di musica nella campagna del Tennessee (“dove alcuni ragazzi non avevano le scarpe,” ricorda), seguì corsi di composizione di canzoni, e si innamorò dei grandi della musica country Johnny Cash, Dolly Parton e Patsy Cline. “Ascoltavo quelle bellissime canzoni e tutte raccontavano delle storie,” spiega. “Nashville Skyline di Bob Dylan è uno dei miei dischi preferiti da sempre.” Di tanto in tanto Pebe permetteva a Kesha di cantare sui pezzi ai quali stava lavorando. “La mamma mi diceva sempre, ‘Hai una bella voce, esercitati nel canto’, così ero solita cantare qualunque cosa in ogni momento,” continua Kesha.

All’età di diciassette anni Kesha lasciò la scuola. “Ero iscritta in un programma di baccalaureato internazionale e stavo per andare alla Columbia University a studiare psicologia,” spiega, “ma volevo tornare a Los Angeles e proseguire con la mia musica.” Fu quando incontrò Dr. Luke. “Cercavo un’artista donna che avesse una voce incredibile e particolare, dotata di un proprio stile,” racconta Luke. “Kesha era diversa da tutte le altre.” Dr. Luke stava anche lavorando con il focoso cantante hip-hop Flo Rida a un brano per il suo secondo album. Una sera Kesha si trovò con loro e il rapper le disse che voleva una voce femminile per un pezzo, così le chiese se voleva provare. Naturalmente accettò. In febbraio quel pezzo, “Right Round”, salì al primo posto in classifica, vendendo più di 636.000 download la prima settimana e infrangendo ogni record di vendite digitali di un singolo in una settimana. (Lo sfrontato stile vocale di Kesha è presente anche in “Touch Me”, un’altro pezzo del nuovo album di Flo Rida del 2009, R.O.O.T.S.)
“Quando sentii per la prima volta la mia voce in ‘Right Round’ alla radio, cominciai a urlare e a piangere, “dice Kesha. “Potrei sembrare un po’ pazza, ma ho le mie buone ragioni. Sto lavorando davvero sodo per raggiungere il mio obiettivo, ed è bello vedere che il duro lavoro ti ripaga. Voglio dire, tre anni fa rubavo verdure in scatola dal magazzino al prezzo unico di un dollaro per sopravvivere. Ora sono presente nella canzone numero uno in classifica, sto preparando un mio album, e ho un po’ di soldi in tasca. Riuscire a portare fuori la mamma a cena è la sensazione più bella del mondo.”