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Energia dagli agrumi, in Sicilia un progetto pilota

Trasformare da rifiuto a risorsa i semi, le bucce e le polpe che residuano dalla trasformazione degli agrumi utilizzandoli per produrre energia pulita. Questo l’obiettivo del progetto pilota “Energia dagli Agrumi: un’opportunità per l’intera filiera”, promosso dal Distretto Agrumi di Sicilia con la collaborazione del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (Di3A) dell’Università di Catania e della Cooperativa Empedocle. A sostegno dell’iniziativa anche il finanziamento non condizionato di The Coca-Cola Foundation. Il progetto pilota ha previsto l’installazione presso l’Azienda Agraria Sperimentale dell’Università degli Studi di Catania di un digestore anaerobico capace di valorizzare il pastazzo di agrumi e altri sottoprodotti delle filiere agroalimentari mediterranee (sansa, vinacce, pale di fichi d’India) utilizzandoli per produrre energia rinnovabile determinando un abbattimento di emissioni di CO2 in atmosfera. Il prototipo, costruito appositamente per il progetto, è stato montato su un pianale container che consente il trasporto e la messa in opera in più sedi ed è composto da 5 serbatoi di acciaio: un serbatoio di accumulo e alimentazione di 1,5 m³ e 4 serbatoi digestori da 1 m³ che possono lavorare indipendentemente o a coppie sperimentando in parallelo diversi parametri chimico fisici. L’impianto è stato installato per provare le condizioni tecniche e sperimentare le miscele di biomasse locali migliori per massimizzare l’utilizzo del pastazzo di agrumi nella produzione di biogas, ma anche per mostrare alle aziende della filiera degli agrumi le potenzialità di uno strumento che produca biogas da biomasse, trasformando un potenziale problema economico e ambientale in una fonte di risparmio. Conclusa questa fase sperimentale il Distretto Agrumi di Sicilia potrà mettere in funzione l’impianto per attività di ricerca e fornitura di servizi alla propria filiera e, più in generale, all’intero comparto agricolo siciliano. L’obiettivo ultimo dell’iniziativa è quello di estendere il progetto all’intera Regione: è stato infatti calcolato che per risolvere il problema dei residui agrumicoli in Sicilia basterebbero 20 digestori come l’impianto pilota.