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EVENTI – A Taormina arriva a sorpresa il “Moschettiere” di Picasso

Non era previsto ma a poche ore dal taglio del nastro arriva a Taormina il “Moschettiere” di Pablo Picasso. La sorpresa è stata annunciata dall’art promoter Gianni Filippini che ha ufficializzato l’arrivo dell’importante opera all’interno della mostra “Picasso e le sue passioni”. L’esposizione, a cura di Dolores Durán Úcar e Stefano Cecchetto, è un percorso esaustivo e completo nelle opere del Grande Artista, alla scoperta delle passioni che lo hanno accompagnato in tutta la sua vita e nell’evoluzione del suo linguaggio artistico. Le opere in mostra, infatti, raccontano, nei suoi contenuti più autentici, i temi e le passioni, come il teatro e il circo, la tauromachia, le donne e la politica, che hanno dato vita alla creatività di Picasso e ne hanno influenzato la vicenda umana e quella artistica.

Nella prestigiosa cornice di Taormina, dal 5 luglio al 6 settembre, Palazzo Corvaja, sono ospitati circa 50 opere, tra oli, ceramiche e grafiche, del grande artista spagnolo. La mostra, organizzata e prodotta da ComediArting e III Millennio in collaborazione con l’Associazione Culturale Woodstock e con il patrocinio del Comune di Taormina, propone un allestimento accattivante, innovativo e al tempo stesso intimo. In esposizione, opere uniche, tra cui gli oli Tête de femme, del 1943, Mousquetaire, del 1964, e Autoritratto, del 1967, dove l’artista rivela tutta l’identità e l’alterità del suo doppio. Qui Picasso è l’uomo, l’artista, l’alchimista, ma anche il Minotauro, il toro, il demone: è l’ombra che affiora dall’inconscio per tradire l’identità nascosta. Nella sua costante de-costruzione dell’Ego, Picasso si ritrae allo specchio dell’anima nell’ossessione drammatica di rivelare la sua identità segreta prima di tutto a se stesso.
Tra le opere grafiche, in mostra, la serie Tauromachia, (1959, 27 opere acquatinta allo zucchero e puntasecca), ispirate dal più classico trattato sulla corrida scritto da José Delgado nel 1796, e Barcelona Suite (1966, 5 incisioni litografia a colori), che racchiude i diversi stili attraverso i quali transitò l’artista. Le incisioni a puntasecca e acquatinta della serie sono sguardi malinconici e ironici sulla vita privata di saltimbanchi e gitani, con poche concessioni alla definizione “pittorica” del contesto.