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TAORMINA FILMFEST – “Malaterra”, il docufilm sulla Terra dei Fuochi, scuote il Festival

“Malaterra” ti scuote, ti rivolta, ti fa male come un pugno in faccia ma ti regala una speranza: il “mostro” si può sconfiggere. Il docufilm firmato da Gigi D’Alessio, Ambrogio Crespi e Sergio Rubino, presentato oggi al Taormina FilmFest, è un viaggio nella “Terra dei fuochi”, tra i volti e le storie di questo lembo d’Italia (tra Napoli e Caserta) violentato dallo smaltimento illegale di rifiuti industriali. E’ un viaggio che affronta anche i pregiudizi verso le produzioni locali: i prodotti delle terre campane ingiustamente non vengono acquistati dai mercati.
“Malaterra – spiega Gigi D’Alessio – è una dichiarazione d’amore e una denuncia di una situazione difficile. E’ un docufilm che lascia trarre le conclusione agli spettatori. Si chiude con una speranza: tutti insieme possiamo vincere questa battaglia”. “Usciamo arricchiti da questa esperienza – gli fa eco Ambrogio Crespi – perché nel nostro viaggio abbiamo incontrato tanti giovani che combattono per la loro Terra”. “E’ stato un lavoro magico – conclude Sergio Rubino – fatto da tre amici che hanno seguito una voce che proveniva dall’interno. Abbiamo raccontato quello che abbiamo visto, senza filtri o macchinazioni. Alla fine la storia ha trovato noi”.

PILLOLE DI MALATERRA

Abbruciamento – “Terra dei fuochi è una definizione che non mi piace – dice all’inizio del docufilm Don Maurizio Patricello – perché noi di fuochi non ne abbiamo mai visti. Noi vediamo fumo e abbruciamento”.

Sandro Ruotolo – Seduti accanto al pianoforte i ruoli si invertono. Gigi D’Alessio fa il giornalista e Sandro Ruoloto suona la chitarra. Ma come suona Ruotolo? “Lui suona come io faccio il giornalista” risponde Gigi D’Alessio.

Diossina – Non ci sono riscontri scientifici in grado di legare l’aumento di malattie (tra tutti Leucemia e Tumori) ai luoghi contaminati ma da uno studio sul latte materno si sono riscontrati alti valori di diossina.

Alfio Grasso