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La drammaturgia di Nello Calabrò dietro il successo de “La Nona” di Roberto Zappalà

C’è tutto il “mondo” di Nello Calabrò, drammaturgo di Roccalumera, nel successo de “La Nona”, il nuovo lavoro di Roberto Zappalà che sarà al Teatro Massimo Bellini di Catania fino a domani. In scena insieme ai due pianisti Luca Ballerini e Stefania Cafaro e ai dodici danzatori della compagnia, Zappalà inserisce anche un controtenore, Riccardo Angelo Strano. Un lavoro partorito da Calabrò e Zappalà da una serie di appunti, da una piccola drammaturgia di suggestioni: l’umanità in transito, l’umanità in movimento. Il movimento è il contrario di immobilità, di immutabilità, di idee assolute e di assenza di dubbio. Il movimento è laico, come lo spirito di Beethoven e della sua musica. E la laicità del pensiero e dei comportamenti è alla base della creazione. L’umanità che danza nello spettacolo è un‘umanità che si sviluppa da un processo di accumulazione, da un caos primordiale, da una pluralità di intrecci e microstorie conflittuali e “negative”, che sfociano, nella seconda parte, nella pacificazione dell’adagio e nella gioia finale del quarto movimento.