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Montalbano Elicona è il borgo più bello d’Italia

E’ in Sicilia il “borgo dei borghi”: è Montalbano Elicona. Un dedalo di vicoli dove sembra che il tempo si sia cristallizzato nel passato. Siamo in provincia di Messina. Il comune si è aggiudicato il titolo 2015 di borgo più bello d’Italia. Il riconoscimento è stato attribuito da Camila Raznovich e Dario Vergassola nel corso della trasmissione di Rai Tre “Alle falde del Kilimangiaro”.
I comuni in competizione erano 40. Venti i finalisti, uno per ciascuna regione. A Montalbano Elicona, che vanta nel centro storico un castello del XIII secolo, va il titolo di “Borgo dei borghi”. E’ suggestivo e tutto in salita il percorso per giungere al maniero che sorge su un poggio che sovrasta e domina l’omonimo abitato a 907 metri sul livello del mare.
Circondato da boschi secolari, il centro abitato da 2.485 persone si trova nell’area dei Nebrodi con un panorama sul mare e le isole Eolie, l’Etna e i rigogliosi rilievi verdeggianti che lo circondano. Le prime testimonianze sull’esistenza del borgo risalgono all’XI secolo, quando risultava possesso demaniale. Nel 1232 si rivoltò contro Federico II di Svevia, parteggiando per il Papa insieme ad altri centri. Successivamente appartenne a diversi feudatari: a Matteo Palizzi nel 1350, a Vinciguerra d’Aragona nel 1359, ai Lancia nel 1396, ai Romano Colonna, ai Bonanno nel 1587.
L’area del castello s’identifica con la primitiva rocca romana sulla quale si sedimentano le successive fortificazioni d’impronta bizantina e araba, culminate con la ricostruzione effettuata dai Normanni. Negli oltre otto secoli di storia il castello è passato più volte di proprietà per alterne e oscure vicende: l’imperatore Federico II di Svevia impone un nuovo assetto politico e una diversa configurazione alla struttura urbanistica del centro Medievale ribellatosi alla sua volontà, demolendo parzialmente il primitivo manufatto, deportando gran parte della popolazione a Agrigento e procedendo in seguito, a una totale riedificazione della fortezza, portata a termine solo più tardi dal pronipote Federico III d’Aragona.