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EXPO 2015 – Mediterraneo, biodiversità, dieta mediterranea, armonia, salute e bellezza sono le parole chiave del Cluster Bio-Mediterraneo

Mediterraneo, biodiversità, dieta mediterranea, armonia, salute, bellezza. Sono queste le parole chiave su cui si uniformerà la gestione del Cluster Bio-Mediterraneo la cui guida è affidata alla Sicilia. I Paesi presenti nel Cluster sono dieci: Albania, Algeria, Egitto, Grecia, Libano, Malta, Montenegro, San Marino, Serbia e Tunisia. Il Cluster, con la sua piazza comune, sarà il luogo di incontro delle diverse anime che compongono il bio-eco-sistema del Mediterraneo.
“La Sicilia – dichiara ad Expo Net Dario Cartabellotta, responsabile unico del Cluster Bio Mediterraneo per la Regione Siciliana – è stata l’Atlantide del Mediterraneo, non sognata dai filosofi, né millantata dai navigatori, ma reale, capace di affascinare e calamitare popoli e personaggi che l’hanno conquistata, abitata, sfruttata e arricchita finendo sempre per lasciare una traccia che si è sovrapposta e integrata a quelle precedenti. Il clima mite, la fertilità dei terreni, la biodiversità vegetale e animale e la pescosità del Mediterraneo hanno ispirato eccezionali connubi di ingredienti Mediterranei e importati. È nata una cultura gastronomica che raccoglie le tracce dei popoli e culture avvicendatesi nell’arco della storia: Sicani, Siculi, Elimi, Fenici, Cartaginesi, Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Angioni, Aragonesi, Spagnoli, Austriaci, Piemontesi, Borboni, Inglesi e Americani.

La cassata siciliana (dall’arabo qas’at, “bacinella” e dal latino caseum, “formaggio”) nasce in Sicilia con gli Arabi intorno all’anno Mille, nella tipologia “cassata a forno”. Due secoli dopo, le suore del Monastero di Palermo “La Martorana”, per far bella figura con il Cardinale, abbellirono i rami degli alberi privi di foglie con i frutti realizzati con farina di mandorle e zucchero. Al Re Federico II piacquero tanto e da allora l’impasto di mandorla e zucchero si chiamò pasta reale. Nacque così la cassata “a crudo”: ricotta dentro e pasta reale fuori. Tre secoli dopo gli Spagnoli introdussero una novità, il pan di Spagna. E successivamente aggiunsero, all’impasto di ricotta e zucchero, il cioccolato giunto dalle lontane Americhe con quella ricetta Atzeca che sarebbe diventata il disciplinare di produzione del cioccolato di Modica. Ispirandosi al Gran Maestro dello stucco, Giacomo Serpotta, anche i pasticcieri palermitani praticarono l’allustratura della cassata, nella quale pasta reale e glassa di zucchero venivano modellati, adornati e dipinti come gli stucchi dell’oratorio di Santa Cita a Palermo. La storia si conclude nel 1893 per opera del cavaliere Salvatore Gulì, pasticciere palermitano di corso Vittorio Emanuele 373, il quale mette su una fabbrica di canditi e ricopre la cassata con la frutta candita. In una fortunata giornata uno dei più grandi imprenditori siciliani, Ignazio Florio, notò la cassata con la frutta candita e la cominciò a regalare ai suoi numerosi amici trasformandola in un vero e proprio ambasciatore della Sicilia nel mondo. Ad Expo Gate il 7 e 8 marzo, durante il Week End dedicato al Cluster Bio-Mediterraneo, la Cassata ha avuto una nuova metamorfosi: i datteri hanno preso il posto della frutta candita dando vita alla Cassata Mediterranea.